Un vincente chiamato Alex McLeish

Ci sono calciatori che appendono le scarpe al chiodo dopo aver vinto molto, ma non riescono a replicare i propri successi una volta diventati allenatori; ci sono poi calciatori che, al termine di una carriera mediocre, iniziano quella da allenatore e si trovano maggiormente a loro agio, trovando i successi che non erano riusciti ad ottenere rincorrendo un pallone.
E poi c’è chi riesce a vincere molto sia da giocatore che da allenatore. Come nel caso di Alex McLeish.

Un Glasvegiano ad Aberdeen

Alex McLeish è nato al Duke Street Hospital di Glasgow dai genitori Alex, un operaio del cantiere navale, e Jean.
Da giovane ha giocato per il Barrhead Youth Club, insieme a Peter Weir, suo futuro compagno di squadra all’Aberdeen, e il Glasgow United, oltre ad allenarsi per un breve periodo con l’Hamilton Accies.
Durante una finale di coppa locale con il Glasgow United nel 1976, è stato notato dal manager dell’Aberdeen, Ally MacLeod. Il giorno successivo, McLeish era già a Pittodrie a firmare il suo contratto con i Dons.
McLeish ha trascorso la maggior parte delle sue prime due stagioni ad Aberdeen nella squadra riserve e ha anche avuto un periodo di prestito nella squadra dilettantistica locale del Lewis United.


Il debutto con la prima squadra è arrivato sotto la guida di Billy McNeill il 2 gennaio del 1978, ironia della sorte proprio contro il Dundee United, squadra che nella successiva decade avrebbe lottato spesso e volentieri contro l’Aberdeen per la conquista dei trofei, con Rangers e soprattutto Celtic che negli anni ’80 hanno avuto un periodo di appannamento. La sua prima finale disputata è stata quella di Coppa di Lega, il 30 marzo 1979 contro i Rangers, persa per 2-1 con Alex Ferguson in panchina
Nonostante McLeish sia cresciuto e abbia disputato la quasi totalità della sua carriera come difensore centrale, la maggior parte delle sue apparizioni durante gli anni ’70 furono come centrocampista, visto che in difesa gli venivano preferiti Willie Garner e Doug Rougvie; tuttavia McLeish era un giocatore molto duttile e si trovò molto bene anche da centrocampista.

Alex McLeish agli esordi contro il Dundee United (foto The Scottish Sun)


McLeish ha disputato la sua carriera da calciatore interamente all’Aberdeen, conquistando ben 12 trofei (su 19 totali vinti dai Dons nella loro ultracentenaria storia): 10 in Scozia e 2 in Europa.
I punti salienti della sua carriera sono stati 3: la vittoria per 4-1 ai supplementari contro i Rangers nella finale di Scottish Cup del 1982, alla sua 200esima apparizione in Scozia, e ottenuta anche grazie al suo gol del momentaneo pareggio con un bellissimo tiro a giro da fuori area; un gol fondamentale contro il Bayern Monaco durante i quarti di finale di Coppa delle Coppe (0-0 a Monaco, 3-2 ad Aberdeen con la sua rete del momentaneo 2-2), competizione poi vinta clamorosamente dai Dons in finale contro il Real Madrid nel maggio del 1983; infine la Scottish Cup del 1990, vinta in finale ai rigori contro il Celtic per 9-8, e nella quale McLeish non solo ha realizzato il suo rigore ma ha anche alzato da capitano l’ultima Scottish Cup ad oggi vinta dai Reds.

McLeish e la Coppa delle Coppe del 1983 (foto Colorsport)


Durante gli anni ’80, McLeish formò un formidabile triumvirato difensivo con Willie Miller (difensore) e Jim Leighton (portiere) sia per il club che la Scozia.
Anche dopo aver debuttato con la nazionale scozzese (alla fine McLeish conterà ben 77 presenze con la Scozia, solo Fletcher, Leighton e Dalglish hanno fatto meglio di lui), il padre di Alex chiese al manager dell’Aberdeen, Alex Ferguson, di convincerlo a continuare a studiare come contabile. Quando Ferguson si trasferì nel 1986 al Manchester United, provò ad acquistare McLeish che però rifiutò il trasferimento esattamente come fece con il Tottenham, diventando il capitano dell’Aberdeen dopo il ritiro di Willie Miller e vincendo nel 1990 entrambe le coppe, oltre che il premio come giocatore scozzese dell’anno.
Lasciò l’Aberdeen nel 1994: le sue 692 presenze agonistiche per il club lo collocano al secondo posto nella classifica dei calciatori con più presenze nella storia dell’Aberdeen, ovviamente dopo Willie Miller.

McLeish (al centro) con l’ultima Scottish Cup conquistata dall’Aberdeen nel 1990 (foto The Times)

Una carriera manageriale di successo

McLeish alla presentazione a Easter Road (foto Hibernian Historical Trust)

Dopo non aver rinnovato il contratto con l’Aberdeen, McLeish iniziò la carriera manageriale con il Motherwell, da giocatore/allenatore, anche se da giocatore disputò solo 3 gare; riuscì a portare il club ad uno straordinario secondo posto nella stagione 1994/95 davanti a Hibernian e Celtic; passò agli Hibs nel febbraio 1998, prima non riuscendo ad evitare la retrocessione in First Division, poi riportando immediatamente il club in Premier League; nel 2001 raggiunse sia il terzo posto che la finale di Scottish Cup, non riuscendo però a rompere l’incantesimo degli Hibs con la Big Cup che durava ormai da 98 anni.

Lo storico Treble ai Rangers (foto Sky Sports)


Questi ottimi risultati lo portarono nel dicembre del 2001 sulla panchina dei Rangers, sostituendo il manager uscente Dick Advocaat che lo suggerì personalmente alla dirigenza; da notare che fino a quel momento McLeish ha sempre deciso di sua spontanea volontà di lasciare un club per approdare ad un altro.
Ai Rangers, McLeish capitò in un momento di crisi finanziaria dovuta agli ingaggi di Advocaat, ma nonostante questo McLeish ottenne dei successi immediati, vincendo entrambe le coppe nazionali nel 2002 e conquistando un grandissimo treble (Premier League, Scottish Cup e League Cup) nel 2003; nel 2003/2004 le cose andarono male e McLeish fu contestato dai tifosi sia per non aver vinto nulla, sia per aver perso 7 Old Firm consecutivi in campionato, ma nel 2005 conseguì un altro double, vincendo sia la Premier League (conquistata nella famigerata domenica dell’elicottero) che la League Cup. La stagione 2005/2006 però, non andò bene, e nonostante i Rangers raggiunsero gli ottavi di Champions League (eliminati dal Villareal solo a causa della regola delle reti in trasferta), McLeish lasciò i Rangers a fine stagione.

La vittoria al Parco dei Principi (foto PLZ Soccer)

McLeish diventò allenatore della nazionale scozzese il 29 gennaio 2007, questo perchè il suo sostituto sulla panchina dei Rangers, Paul LeGuen, era stato esonerato e al suo posto era rientrato Walter Smith, che nel frattempo era diventato commissario tecnico della Scozia. Nonostante la Scozia non riuscì a qualificarsi ad euro2008, il suo bilancio sulla panchina scozzese è stato veramente positivo, con 7 vittorie in 10 partite, tra cui quella storica al Parco dei Principi contro la Francia con rete di McFadden.

La storica League Cup col Birmingham City (foto Birmingham Mail)

Dopo essersi dimesso passò sulla panchina del Birmingham City, dove riuscì a riportare il club in massima divisione e a vincere una storica League Cup nel 2011 (uno dei due trofei conquistati dalla storia nel club), passando pochi mesi dopo ai rivali concittadini dell’Aston Villa, dove però rimase in carica per una sola stagione. Da quel momento la carriera manageriale di McLeish ha iniziato una fase calante, con esperienze poco positive in Inghilterra (Nottingham Forest), Egitto (Zamalek), Belgio (Genk) e nuovamente la nazionale scozzese, dove è rimasto in carica per poco più di un anno.

Nonostante questo ultimo periodo, anche la carriera manageriale di McLeish, esattamente come quella di calciatore, è da ritenersi molto buona: 8 trofei da allenatore, sommati ai 12 da calciatore, fanno di lui uno dei personaggi più vincenti nella storia del calcio scozzese.