Euro1996 – I rimpianti di Wembley

La Scozia, lo sappiamo, non è mai riuscita a superare il girone dei campionati mondiali o europei. Ma, a dirla tutta, non è nemmeno stata mai famosa per le sue qualificazioni alle fase finali degli europei, visto che anche nell’epoca d’oro 1974-1990, quando riusciva sistematicamente a qualificarsi per le fasi finali dei mondiali, gli europei li vedeva comodamente a casa sul divano.
Successe però che, dopo l’esordio a Euro1992, la Tartan Army ci prese gusto…

Mai qualificazione più facile

McCoist e Durie, che coppia (foto Scotsman)

Al momento del sorteggio per la qualificazioni, la Scozia, con il nuovo selezionatore Craig Brown (diventato ufficialmente manager nel dicembre 1993 dopo le due partite contro Malta e Italia da traghettatore) era, come quasi sempre, in terza fascia.
Fortuna volle che, dopo aver pescato la Russia come testa di serie (forte, ma non ai livelli della vecchia URSS), dalla seconda e dalla quarta urna la Scozia pescò la Grecia e la Finlandia, ovvero non esattamente due squadroni. Ogni tanto un po’ di fortuna non guasta e con il regolamento, che prevedeva la qualificazione diretta della prima classificata per ogni gruppo e delle 6 migliori seconde su 8 (con le peggiori seconde che avrebbero spareggiato per l’ultimo posto disponibile), la qualificazione non era proprio una chimera.
Come mai accaduto finora, la Scozia non dovette quindi sudare le proverbiali sette camicie per arrivare a Euro1996.
Dopo un buon inizio (vittorie per 2-0 in Finlandia e per 5-1 in casa contro le Far Oer), la Scozia chiuse malamente il 1994 quando, dopo aver pareggiato per 1-1 in casa contro la Russia, perse in Grecia per 1-0.
Fu l’unico momento veramente difficile perchè con il nuovo anno, dopo aver pareggiato per 0-0 in Russia, gli uomini di Brown vinsero tutte le restanti 5 partite (2-0 a San Marino, 2-0 nelle Far Oer, 1-0 contro la Grecia con rete di McCoist, 1-0 contro la Finlandia e 5-0 contro San Marino).
La Scozia si classificò al quarto posto tra le seconde di tutti i gruppi e staccò nuovamente il pass per gli europei, che nel 1996 si disputarono nella vicina e rivale Inghilterra.

Che Scozia era?

La Scozia de debutto europeo contro l’Olanda (foto Alamy)

Craig Brown aveva plasmato una Scozia “camaleontica”: nelle tre partite di Euro1996, infatti, la nazionale scozzese cambiò altrettanti moduli.
Il portiere era ancora Andy Goram, estremo difensore dei Rangers.
I difensori centrali erano Colin Calderwood (Tottenham Hotspurs) e Colin Hendry (Blackburn Rovers), con Tom Boyd (Celtic) in grado di giocare sia al centro che sul versante sinistro della difesa; i due terzini erano Stewart McKimmie (Aberdeen) e Tosh McKinlay (Celtic).
A centrocampo agivano centralmente il grande capitano Gary McAllister (Leeds United, in procinto di passare al Coventry City) e Stuart McCall (Rangers), a sinistra John Collins (Celtic, in procinto di passare al Monaco) e a destra Craig Burley (Celtic).
Davanti l’attacco era composto dalla coppia d’attacco dei Rangers, Ally McCoist e Gordon Durie, con Kevin Gallacher (Blackburn Rovers), Scott Booth (Aberdeen) e John Spencer (Chelsea) come alternative.

La consueta qualificazione gettata

La squadra era ancora molto buona e nel sorteggio la Scozia ritrovò un’avversaria di Euro1992: l’Olanda.
Le altre due squadre del gruppo A, che disputò le sue partite a Wembley e al Villa Park (Birmingham), furono Svizzera e, ironia della sorte, proprio Inghilterra.
La partita inaugurale fu nuovamente contro l’Olanda, ma questa volta la Scozia riuscì a pareggiare a reti inviolate, nonostante una grande prestazione di capitan McAllister, che sfiorò ripetutamente il gol. L’Olanda creò diverse occasioni da gol, con un giovanissimo Clarence Seedorf (all’epoca appena 20enne) sugli scudi, ma non riuscì a sfondare.

McAllister contrasta Davids (foto BBC Sport)

Arrivò quindi la battaglia di Wembley contro l’Inghilterra. Fu ovviamente una partita tiratissima e piena di tensione, come ogni Inghilterra v Scozia che si rispetti. Dopo un primo tempo assolutamente equilibrato e terminato sul risultato di parità, la Scozia ebbe una grandissima occasione con Gordon Durie, ma il suo colpo di testa venne respinto da Seaman sulla linea di porta con un grande colpo di reni. A passare fu però l’Inghilterra: cross di Neville dalla destra, uscita a vuoto di Goram e colpo di testa vincente del bomber Alan Shearer a porta vuota: 1-0. La Scozia non si perse d’animo e provò subito a pervenire al pareggio. La grande occasione capitò sui piedi di McAllister, ma il suo calcio di rigore, procurato da Durie, fu respinto coi piedi da Seaman. A quel punto salì in cattedra Paul Gascoigne che chiuse la partita con un grandissimo gol: pallonetto di sinistro sulla testa di Hendry e tiro al volo a trafigerre sul primo palo Goram. Tutto questo in area di rigore e in brevissimo spazio. Un gol antologico che, purtroppo per la Scozia, decretò la vittoria per 2-0 dell’Inghilterra.

Il gran gol di Gascoigne, con Colin Hendry che lo guarda impotente (foto The Guardian)

Dopo la sconfitta di Wembley, la situazione della Scozia sembrava ormai irrecuperabile, relegata all’ultimo posto nel girone con un solo punto in compagnia della Svizzera. Nell’ultima giornata gli scozzesi dovevano vincere la loro contro gli elvetici e sperare che la partita tra Inghilterra e Olanda non finisse con segno X. Non solo: la situazione della differenza reti vedeva la Scozia a -2, mentre inglesi e olandesi erano a +2, il che significava che le due vittorie dovevano essere con largo scarto.
La Scozia, com’è spesso capitato quando si è trovata spalle al muro, ha giocato una grande partita, sfiorando ripetutamente il gol con McCoist nella prima frazione e giungendo alla rete del vantaggio proprio con Coisty al 36′, autore di un pregevolissimo tiro a giro da fuori area. Villa Park, quasi interamente scozzese, in delirio.
Le notizie che arrivarono da Wembley furono, via via, sempre migliori: Inghilterra in vantaggio 1-0 con un rigore di Shearer. Poi, nel secondo tempo, raddoppio di Sheringham, terzo gol ancora di Shearer e quarto gol ancora di Sheringham. 4-0 al 62′ e Scozia virtualmente ai quarti. Poi, come è sempre capitato nella storia, è arrivata la doccia fredda: invenzione di Bergkamp per Kluivert, che da posizione defilata infilò Seaman. 4-1.
A quel punto serviva un ulteriore gol di Inghilterra o Scozia per permettere agli uomini di Craig Brown di superare il turno, ma purtroppo la segnatura aggiuntiva non arrivò. Scozia fuori quindi, nonostante avesse sia gli stessi punti che la stessa differenza reti dell’Olanda. Gli olandesi infatti segnarono 3 gol in questo girone, la Scozia solo 1.
Tantissimi rimpianti per la Tartan Army, soprattutto per il fatto che sarebbe bastato segnare un’altra rete alla Svizzera, ormai eliminata, per passare il turno.

La rete di McCoist da fuori area contro la Svizzera (Foto: Scotland FA)