Charlie Adam: torniamo tutti dove apparteniamo

Non importa se sei stato un giocatore dei Rangers e del Liverpool e hai giocato 8 anni della tua carriera nella Premier League inglese: se il tuo cuore appartiene ad una squadra che ti lega non solo alla tua terra ma anche alla tua famiglia, prima o poi troverai il modo di tornarci.

Una carriera di tutto rispetto

Charlie lascia spazio a Gerrard nel Liverpool (foto Getty Images)

Charlie Adam è nato il 10 dicembre 1985 a Fintry, quartiere abitativo sorto nel nord di Dundee alla fine degli anni ’40. Suo padre che, ironia della sorte, aveva il suo stesso nome, è stato un centrocampista, tra le altre, di Partick Thistle, Dundee United e Brechin City.
Charlie è cresciuto nel Dundee Football Club, squadra del suo cuore fin dalla nascita, prima di passare ai Rangers dove ha vinto la Scottish Youth Cup nel 2001/02; ha debuttato con i Rangers il 14 aprile del 2004 contro il Livingston e dopo aver giocato sporadicamente nelle prime 3 stagioni in prima squadra ed essere andato in prestito in First Division al Ross County e al St Mirren, Adam ha trovato posto fisso nei Rangers sotto la guida di Paul Le Guen dalla stagione 2006/2007, incontrando però qualche difficoltà con l’arrivo di Walter Smith, con il quale Adam ha vinto comunque una Scottish Cup e una League Cup nel 2008 e ha disputato la finale di Coppa Uefa persa contro lo Zenit San Pietroburgo.
Nel febbraio 2009, il Blackpool, squadra di Championship inglese, lo acquista inizialmente in prestito dai Rangers, per poi riscattarlo definitivamente nell’estate successiva per 500.000 sterline. Al Blackpool ci fu la sua definitiva esplosione, con la vittoria dei playoff di Championship e con la sua consacrazione nella sua prima stagione in Premier League con i Seasiders: in due stagioni e mezzo in maglia arancione, Adam ha realizzato 34 gol in 98 partite. Niente male per un centrocampista.
Queste premiazioni hanno richiamato l’attenzione del Liverpool del manager scozzese Kenny Dalglish, che nell’estate 2011 l’ha acquistato dal Blackpool per una cifra vicina ai 7 milioni di sterline. Nella stagione ai Reds, Charlie Adam ha instaurato una buona partnership con Steven Gerrard, vincendo la League Cup e arrivando in finale di FA Cup.
Nonostante la buona stagione, Adam decise di andare via dal Liverpool per poter giocare con maggior frequenza, venendo ceduto allo Stoke City per 4 milioni di sterline. Adam è diventato, nel tempo, una bandiera dei Potters, con 179 presenze in 7 stagioni in maglia biancorossa, 6 delle quali disputate in Premier League.
Nel luglio del 2019, Charlie ha firmato per un anno con il Reading in Championship, con il quale ha disputato la sua ultima stagione in Inghilterra.

Al cuor non si comanda…

La “nuova” vita di Charlie Adam al Dundee (foto The Scotsman)

Facciamo ora un passo indietro nella nostra storia. Nel dicembre 2012, Charlie ha ricevuto una chiamata dal fratello che, in lacrime, gli comunica di aver trovato il corpo del loro papà senza vita nella sua stanza da letto, sicuramente a causa di un suicidio. Non c’era stato nessun segnale di sofferenza di suo padre nelle settimane precedenti a quel gesto; nessun biglietto di addio, inoltre, era stato lasciato da Charlie Adam Sr. vicino al suo corpo.
Per il “nostro” Charlie Adam, che all’epoca era al primo dei primi 4 anni di contratto con lo Stoke City, il colpo è stato durissimo e per lui non è stato facile continuare a giocare dopo quella tragedia. Probabilmente in quei giorni però, Charlie ha maturato una decisione, ovvero quella di terminare la sua carriera con il Dundee, la sua squadra del cuore e che seguiva ogni sabato nella terraces di Dens Park con il suo amato papà. Ha firmato un contratto biennale con i Dees proprio nell’estate in cui è stato diagnosticato un cancro alla madre: quale migliore occasione per riavvicinarsi a casa? E non importa se oggi i Dark Blues sono “impantanati” in Championship: per lui indossare maglia e fascia da capitano è assolutamente motivo d’orgoglio.

“Diventare il capitano del Dundee è stata una cosa molto speciale. Nella mia gioventù, i Dees hanno significato molto per me, e quindi questo riconoscimento avrebbe significato molto anche per mio padre.” – Charlie Adam